Certificato ISO 14001

Certificazione ambientale ISO 14001: cosa è e come ottenerla

Consulenza ISO 14001

La Certificazione ISO 14001 identifica uno standard che fissa i requisiti di un sistema di gestione ambientale

La sigla ISO 14001 identifica uno standard di gestione ambientale (SGA) che fissa i requisiti di un «sistema di gestione ambientale» di una qualsiasi organizzazione e fa parte della serie ISO 14000 sviluppate dall’”ISO/TC 207″. Lo standard può essere utilizzato per la certificazione, per una auto-dichiarazione oppure semplicemente come linea guida per stabilire, attuare e migliorare un sistema di gestione ambientale.

La norma ISO 14001, giunta alla sua seconda edizione del 2004, si ispira esplicitamente al modello PDCA (Plan-Do-Check-Act), detto anche Ciclo di Deming dal nome del suo ideatore William Edwards Deming. Una estesa linea guida è contenuta nella ISO 14004, che riporta i principi, sistemi e tecniche di supporto per i SGA. Una più sintetica “guida all’uso” è contenuta nella stessa ISO 14001. 

Certificazione UNI EN ISO 14001

Lo standard ISO 14001 (tradotto in italiano nella UNI EN ISO 14001) è uno standard certificabile, ovvero è possibile ottenere, da un organismo di certificazione accreditato che operi entro determinate regole, attestazioni di conformità ai requisiti in essa contenuti.

Certificarsi secondo la ISO 14001 non è obbligatorio, ma è frutto della scelta volontaria dell’azienda/organizzazione che decide di stabilire/attuare/mantenere attivo/migliorare un proprio sistema di gestione ambientale. È inoltre importante notare come la certificazione ISO 14001 non attesti una particolare prestazione ambientale, né tanto meno dimostri un particolarmente basso impatto, ma piuttosto stia a dimostrare che l’organizzazione certificata ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile. Utile sottolineare ancora che la ISO 14001 non è una certificazione di prodotto.

Requisiti di un sistema di gestione ambientale
I requisiti previsti nella norma sono del tutto generali, applicabili a qualsiasi tipo di organizzazione e schematizzabili secondo il modello del miglioramento continuo definito dalla Ciclo di Deming Plan-Do-Check-Act, «Pianificare-Attuare-Verificare-Agire».

Definizione di una politica ambientale
È la definizione del quadro di riferimento sul quale impostare le attività e definire gli obiettivi ambientali. In altre parole è la definizione della mission aziendale nei confronti dell’ambiente e costituisce l’impegno formale che l’alta direzione dell’organizzazione assume nei confronti del miglioramento continuo, adeguatezza e diffusione del sistema di gestione ambientale.

Pianificare (PLAN)
Consiste nella attuazione e mantenimento di procedere per:

  • Identificare gli «aspetti ambientali» dell’organizzazione, stabilire, cioè, in che modo le attività, i processi, i prodotti aziendali possono avere «impatto» sull’ambiente e definire un criterio di valutazione della significatività/criticità di tali impatti; entrando nel caso specifico, gli impatti ambientali sono molto differenti da industria ad industria:
  • Industria chimica e petrolchimica: emissioni, scarichi idrici, sostanze pericolose, rischi di incidenti
  • Industria automobilistica: emissioni, scarichi, scarti di produzione PVC, motori a basso impatto ambientale, riutilizzo olio esausto
  • Impianti nucleari: scorie radioattive, trattamento acqua per raffreddamento reattore
  • Elettronica e telecomunicazioni: emissioni, scarichi idrici, batterie esaurite, radiazioni radioelettriche, apparati obsoleti
  • Industria alimentare: scarichi idrici, rifiuti organici, materiale di scarto da produzione
  • Industria tessile, abbigliamento: emissioni, scarichi idrici, scarti, rifiuti solventi per il trattamento del pellame
  • Identificare e definire i criteri di applicazione delle «Prescrizioni legali e altre prescrizioni».
  • Definire, attuare e mantenere gli «obiettivi e traguardi ambientali» ed i relativi «Programmi ambientali» per conseguirli, coerentemente con quanto stabilito dalla Politica ambientale e con le prescrizioni.

Attuare (DO)
Quanto definito nella politica, negli obiettivi/traguardi e nei programmi ambientali deve poi essere concretamente realizzato tramite:

  • Definizione di «risorse, ruoli, responsabilità e autorità» relative al sistema di gestione ambientale. In particolare è prevista la definizione di un «rappresentante della direzione», che nella maggior parte dei casi le aziende chiamano “responsabile del sistema di gestione ambientale”.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure affinché «competenza, formazione e consapevolezza» delle persone (quelle che lavorano per l’organizzazione e per conto di essa) le cui attività hanno impatti ambientali significativi, siano sempre adeguate alle esigenze e congrue rispetto al perseguimento della politica ambientale.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per stabilire un efficace sistema di «comunicazione» all’interno dell’organizzazione e verso l’esterno.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l’emissione, il riesame, la modifica, l’aggiornamento, la disponibilità, l’accessibilità, il controllo della «Documentazione» del sistema di gestione ambientale di cui fanno sempre parte: politica ambientale, obiettivi, traguardi, registrazioni, procedure.
  • Regolamentazione tramite opportune procedure, costituenti il «Controllo operativo» del sistema di gestione ambientale, delle attività e delle operazioni relative agli aspetti ambientali risultati significativi e quelle connesse al raggiungimento della politica e degli obiettivi.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l’individuazione e la riduzione del danno (riduzione degli impatti ambientali negativi) delle potenziali emergenze ambientali. Ciò costituisce il modo in cui l’organizzazione stabilisce la propria «preparazione e risposta alle emergenze».

Verificare (CHECK)
L’operatività definita e posta in essere secondo quanto sopra descritto deve essere sottoposta ad un opportuno regime di verifica, per dare evidenza e tenere sotto controllo l’efficacia e la correttezza dell’attuazione del sistema di gestione. Ciò deve avvenire tramite:

  • «Sorveglianza e misurazione», vale a dire la definizione, l’attuazione ed il mantenimento di procedure per il continuo monitoraggio: delle operazioni che possono avere impatti ambientali significativi, del raggiungimento degli obiettivi prefissati, della corretta taratura della strumentazione di monitoraggio ambientale.
  • Analogamente occorre impostare un sistema di «valutazione del rispetto delle prescrizioni», con cui l’organizzazione possa periodicamente verificare (e registrare) in che misura le prescrizioni legali e le altre eventuali prescrizioni sottoscritte siano rispettate.
  • La gestione delle «non conformità, azioni correttive ed azioni preventive» è il modo con cui l’organizzazione, poi, ha impostato il proprio sistema per affrontare l’eventualità di un mancato soddisfacimento di un requisito, prevenirne le cause ed attenuarne gli effetti negativi, definire e controllare le contromisure.
  • «Controllo delle registrazioni»
  • «Audit interno»

Agire (ACT)

  • «Riesame della direzione»

Integrazione delle norme
Riguardo agli aspetti formali, la ISO 14001 ha la stessa struttura di tutte le norme ISO riferite a sistemi quali ISO 9001. Tutte queste norme, in ottica di integrazione, ovvero di fusione reciproca, sono costruite per essere «copie conformi», ovvero hanno la numerazione dei capitoli e dei temi tale da essere confrontabile ed equivalente tra loro. Al termine di tutte le norme ISO sono presenti sempre tabelle di corrispondenza riferite alle norme al momento in essere.
A partire dal 2000 si è resa necessaria l’integrazione graduale dei sistemi ISO e/o di sistemi equivalenti di certificazione:

  • ISO 9001
  • ISO14001
  • ISO45001 ( ex OHSAS 18001)
  • SA 8000
    è nata cosi l’integrazione dei sistemi qualità, ambiente, sicurezza ed etica. Tale integrazione è stata fortemente sponsorizzata da enti di certificazione ed enti di accreditamento, anche se il modello EFQM aveva già di per sé individuato da circa 20 anni la logica di integrazione indicata. Attualmente non esiste però una norma internazionale integrata certificabile per la gestione aziendale che riunisca tutti o parte di questi temi. Il British Standard ha sviluppato uno standard di integrazione della gestione qualità – ambiente – sicurezza – responsabilità sociale – ecc., il Bs PAS 99. In ambito ISO il processo di integrazione sarà ora facilitato dalla High Level Structure (HLS) dell’ISO che tutte le norme sui sistemi di gestione dovranno seguire.

Assessment iniziale senza impegno
Voi capite noi, noi capiamo voi

Siamo disponibili ad avviare senza impegno le attività per la certificazione della vostra azienda, per consentire a voi di entrare nel merito del processo, e alla Memole di conoscere meglio l’azienda, le sue necessità e specifiche aspettative.
Alla fine dell’assessment, saremo entrambi più consapevoli, ed in grado di valutare insieme l’impegno prevedibilmente richiesto per giungere al risultato.
In ogni caso, la Memole non lavora “a tassametro”: a fronte dell’importo stabilito, i suoi consulenti supportano l’azienda fino al conseguimento della certificazione, a prescindere dalle giornate.

Steps percorso certificazione – Supporto consulenziale

1. Analisi del contesto interno ed esterno
8%
Si individuano i principali stakeholders aziendali, e quali sono i loro impegni e le aspettative nei confronti dell’azienda
2. Screening delle prassi e dei flussi operativi dell’azienda
13%
Si analizza quanto la cultura aziendale ha consolidato in termini di pratiche, valorizzandone la qualificazione rispetto ai requisiti previsti dalla norma di riferimento
3. Analisi dei rischi e delle opportunità
16%
Si analizzano i rischi di mancato rispetto dei requisiti della norma, non sufficientemente coperti dalle prassi aziendali, e le opportunità che potrebbero cogliersi con una migliore qualificazione delle prassi stesse
4. Individuazione dei presìdi da adottare per la riduzione del rischio
24%
Per i rischi che non presentano sufficiente copertura,
si individuano i presìdi adottabili, in
termini di migliori controlli, più efficienti modalità operative ecc.
5. Adeguamento dei processi aziendali
29%
I presìdi individuati vengono implementati nei processi aziendali
6. Redazione della documentazione di sistema (manuale e procedure)
40%
I processi così qualificati sono descritti nella documentazione di sistema (manuale e
procedure). Tale documentazione è approvata dalla direzione aziendale ed illustrata al
personale
7. Messa in esercizio del sistema
49%
Viene curata la concreta applicazione del sistema, intervenendo eventualmente con le
revisioni che si rendessero necessarie
8. Verifica dello stato di applicazione del sistema e di conformità ai requisiti della norma di riferimento
70%
Tramite cicli di audits interni, sull’intero sistema, se ne verifica lo stato di applicazione e la
effettiva conformità alla norma di riferimento
9. Scelta di un ente di certificazione
82%
Si individua l’ente accreditato, si presenta la domanda di certificazione e si pianifica l’audit
10. Sostenimento dell’audit
89%
L’audit vede come protagonisti l’azienda nel suo complesso, e i suoi dipendenti, che devono dimostrare di possedere sufficiente conoscenza e competenza applicativa della norma e delle procedure di sistema.
11. Conseguimento del certificato
100%
Il rapporto dell’auditor con la proposta di certificazione di conformità alla norma,
indirizzata al comitato dell’ente, sancisce la conclusione dell’iter di certificazione
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