ISO 37001 Prevenzione della corruzione

Consulenza per ISO 37001 Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione

    Consulenza ISO 37001

    Certificazione UNI ISO 37001 lo strumento anticorruzione per le aziende pubbliche e private

    La norma UNI ISO 37001 si pone l’obiettivo di dare aiuto alle organizzazioni nel contrastare la corruzione, istituendo una cultura di integrità, trasparenza e conformità.
    L’adozione di un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, certificato conforme a tale norma, facilita l’accesso al credito agevolato e, nelle gare di appalto, il conseguimento di un punteggio tecnico maggiore e/o una riduzione dell’importo di eventuali fidejussioni, limitando per converso i rischi di condotte corruttive che possono provocare la sospensione o la revoca di finanziamenti pubblici, l’interdizione dalla partecipazione a gare pubbliche, oltre che conseguenze penali.

    Ad esempio, la certificazione ISO 37001:

    • dando evidenza del possesso del requisito di cui all’art. 3, comma 2, del Regolamento attuativo del Rating di Legalità, che richiede l’adozione di modelli organizzativi di prevenzione e contrasto alla corruzione, consente l’assegnazione di un “+”, utile alla maggiorazione del punteggio (Delibera AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – del 14 novembre 2012, n. 24075);
    • è un elemento premiale per il rating d’impresa ai sensi dell’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione.

    Dal punto di vista, poi, della governance, l’adozione di un sistema di gestione conforme alla norma UNI ISO 37001 consente agli amministratori di un’impresa di dimostrare ad azionisti e investitori di aver assolto il proprio doveroso compito di assicurare che l’organizzazione abbia implementato adeguati controlli per la prevenzione dei rischi connessi alla corruzione.

    In particolare, gli amministratori che hanno fatto adottare alle organizzazioni da loro dirette un Codice Etico ex D.Lgs. 231/01, trovano nella certificazione ISO 37001 una coerente rispondenza all’Art. 6, comma 2, lettera b)
    del D.Lgs. 231/01, che prevede specifici protocolli, diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire.

    Infine, last but not least, se la compliance allo standard ISO 37001 non può naturalmente garantire l’eliminazione di comportamenti fraudolenti, può certamente fornire un aiuto nell’attuazione di misure efficaci per prevenirla e affrontarla, diminuendo le probabilità di avere problemi di corruzione in seno all’organizzazione.

    Assessment iniziale senza impegno
    Voi capite noi, noi capiamo voi

    Siamo disponibili ad avviare senza impegno le attività per la certificazione della vostra azienda, per consentire a voi di entrare nel merito del processo, e alla Memole di conoscere meglio l’azienda, le sue necessità e specifiche aspettative.
    Alla fine dell’assessment, saremo entrambi più consapevoli, ed in grado di valutare insieme l’impegno prevedibilmente richiesto per giungere al risultato.
    In ogni caso, la Memole non lavora “a tassametro”: a fronte dell’importo stabilito, i suoi consulenti supportano l’azienda fino al conseguimento della certificazione, a prescindere dalle giornate.

    Steps percorso certificazione – Supporto consulenziale

    1. Analisi del contesto interno ed esterno
    8%
    Si individuano i principali stakeholders aziendali, e quali sono i loro impegni e le aspettative nei confronti dell’azienda
    2. Screening delle prassi e dei flussi operativi dell’azienda
    13%
    Si analizza quanto la cultura aziendale ha consolidato in termini di pratiche, valorizzandone la qualificazione rispetto ai requisiti previsti dalla norma di riferimento
    3. Analisi dei rischi e delle opportunità
    16%
    Si analizzano i rischi di mancato rispetto dei requisiti della norma, non sufficientemente coperti dalle prassi aziendali, e le opportunità che potrebbero cogliersi con una migliore qualificazione delle prassi stesse
    4. Individuazione dei presìdi da adottare per la riduzione del rischio
    24%
    Per i rischi che non presentano sufficiente copertura,
    si individuano i presìdi adottabili, in
    termini di migliori controlli, più efficienti modalità operative ecc.
    5. Adeguamento dei processi aziendali
    29%
    I presìdi individuati vengono implementati nei processi aziendali
    6. Redazione della documentazione di sistema (manuale e procedure)
    40%
    I processi così qualificati sono descritti nella documentazione di sistema (manuale e
    procedure). Tale documentazione è approvata dalla direzione aziendale ed illustrata al
    personale
    7. Messa in esercizio del sistema
    49%
    Viene curata la concreta applicazione del sistema, intervenendo eventualmente con le
    revisioni che si rendessero necessarie
    8. Verifica dello stato di applicazione del sistema e di conformità ai requisiti della norma di riferimento
    70%
    Tramite cicli di audits interni, sull’intero sistema, se ne verifica lo stato di applicazione e la
    effettiva conformità alla norma di riferimento
    9. Scelta di un ente di certificazione
    82%
    Si individua l’ente accreditato, si presenta la domanda di certificazione e si pianifica l’audit
    10. Sostenimento dell’audit
    89%
    L’audit vede come protagonisti l’azienda nel suo complesso, e i suoi dipendenti, che devono dimostrare di possedere sufficiente conoscenza e competenza applicativa della norma e delle procedure di sistema.
    11. Conseguimento del certificato
    100%
    Il rapporto dell’auditor con la proposta di certificazione di conformità alla norma,
    indirizzata al comitato dell’ente, sancisce la conclusione dell’iter di certificazione

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