Il Piano nazionale anticorruzione 2019

18 Luglio 2020
Leggi e Regolamenti

Il Piano nazionale anticorruzione per il triennio 2019-2021 (di
seguito PNA 2019) presenta caratteri di novità rispetto ai precedenti
Piani, in quanto rivede e consolida, in un unico atto di indirizzo,
tutte le indicazioni contenute nelle parti generali dei PNA e degli
aggiornamenti adottati dal 2013 al 2018, integrandole con gli
orientamenti maturati nel corso del tempo e confluiti in appositi atti
regolatori, ivi compresi quelli adottati nell’anno 2019.

L’obiettivo perseguito è stato quello di semplificare il quadro
regolatorio e rendere il PNA uno strumento di lavoro utile per chi, a
vari livelli, è chiamato a sviluppare e attuare le misure di
prevenzione della corruzione, agevolando così l’attività delle
amministrazioni nel recepire nei PTPCT le indicazioni del PNA.
Il PNA 2019 ha sostituito, quindi, le parti generali dei PNA ad oggi
elaborate. Restano, invece, validi tutti gli approfondimenti tematici
svolti nei precedenti PNA e riferiti a specifiche amministrazioni o
ambiti di materie che analizzano, in relazione alle specifiche
peculiarità, possibili rischi corruttivi e ipotesi di misure
organizzative e di contrasto al fenomeno corruttivo.

Anche la veste grafica del documento è stata curata per facilitarne
la lettura, con la previsione di appositi riquadri e con la presenza
di collegamenti ipertestuali che rinviano ai provvedimenti ancora
vigenti emanati dall’Autorità nel corso degli anni. Le delibere
dell’Autorità cui il PNA rinvia si intendono parte integrante dello
stesso documento.

Il PNA 2019, approvato con delibera n. 1064 del 13 novembre 2019 e
pubblicato in GU – Serie Generale – n. 287 del 7 dicembre 2019, consta
di cinque parti, dedicate rispettivamente: i) all’ambito di
applicazione della normativa in materia di prevenzione della
corruzione, ii) ai PTPCT, iii) alle misure generali di prevenzione
della corruzione, iv) al RPCT, v) alla prevenzione della corruzione
e trasparenza negli enti di diritto privato. Esso è completato da tre
allegati: l’allegato 1 contiene indicazioni metodologiche per la
gestione del rischio corruttivo; l’allegato 2 presenta il quadro
normativo e fornisce indicazioni sulla misura della rotazione
ordinaria e l’allegato 3 effettua una ricognizione della normativa
vigente che dispone sul ruolo e le funzioni del RPCT.

Nella parte I del Piano l’Autorità ha ritenuto opportuno fornire
chiarimenti sul contenuto della nozione di “corruzione”. È stato così
precisato che con la legge 190/2012 non si è modificato il contenuto
tipico della nozione di corruzione ma per la prima volta, in modo
organico, sono state introdotte e messe a sistema misure che incidono
ove si configurino condotte, situazioni, condizioni organizzative e
individuali – riconducibili anche a forme di cattiva amministrazione
– potenzialmente prodromiche o agevolatrici rispetto alla commissione
di fatti corruttivi in senso proprio.
Particolarmente innovativo è il sistema di misurazione del rischio
corruttivo che il PNA 2019 introduce, di cui si dirà nel paragrafo che
segue. Esso supera le indicazioni metodologiche dell’allegato 5 del
PNA 2013 sostituendo con un nuovo metodo valutativo di tipo
“qualitativo” (cfr. allegato 1 del PNA).

I piani triennali di prevenzione della corruzione e della
trasparenza nelle PA

La parte II del PNA 2019 contiene indicazioni per l’elaborazione dei
PTPCT in relazione a diversi profili: i principali contenuti, il
monitoraggio, i rapporti con il Piano della performance, il ruolo
dell’OIV, la trasparenza da assicurare ai PTPCT, l’inserimento online
sul sito istituzionale dell’ANAC delle informazioni relative ai PTPCT
e alla loro attuazione, i soggetti coinvolti nella sua
predisposizione. Con riguardo a questo ultimo aspetto, le analisi dei
PTPCT condotte dall’Autorità hanno evidenziato come la non chiara
configurazione dei compiti e delle responsabilità dei soggetti interni
alle amministrazioni e agli enti costituisca spesso causa di scarsa
qualità dei Piani.

In continuità con i precedenti PNA, l’Autorità ha ritenuto di
sviluppare ed aggiornare nel PNA 2019 le indicazioni metodologiche per
la gestione del rischio corruttivo, confluite nel documento
metodologico, allegato 1) del Piano. Tale allegato, come già
illustrato, segue un approccio valutativo di tipo qualitativo nel
sistema di gestione del rischio corruttivo e costituisce l’unico
riferimento metodologico da seguire nella predisposizione del PTPCT
per la parte relativa alla gestione del rischio corruttivo, integrando
e sostituendo le indicazioni metodologiche contenute nei precedenti
PNA. È stato comunque previsto che il nuovo approccio valutativo
qualitativo può essere applicato in modo graduale ma in ogni caso non
oltre l’adozione del PTPCT 2021-2023.

Le indicazioni metodologiche sono state elaborate nel rispetto di
alcuni principi guida (principi strategici, metodologici, finalistici)
e intervenendo in maniera sostanziale sugli snodi rispetto ai quali
le analisi dei PTPCT, finora condotte dall’ANAC, hanno evidenziato
rilevanti criticità (ad es. la valutazione del rischio). Sono stati
svolti approfondimenti ulteriori rispetto al passato relativamente ad
alcuni aspetti del processo di gestione del rischio finora poco
sviluppati (ad es. il monitoraggio) e fornite semplificazioni per
favorire l’attuazione graduale del sistema di gestione del rischio
corruttivo, soprattutto da parte di amministrazioni di piccole dimensioni.

Fonte: Anac.Relazione.02.06.2020

 

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